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[13.10.2004] (fonte: http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=5474&sz=4)
Vote for change final show special review! Washington- MCI Center 11-10-04
Eccoci di fronte ad una serata speciale: fin da subito nell’aria si respira qualcosa di diverso, ci si rende conto di essere presenti ad un evento importante. E’ una di quelle serate che scatenano sentimenti forti:libertà, ribellione, o la semplice gioia di poter trascorrere alcune ore di grande musica in compagnia di qualcuno che condivide con te i tuoi stessi ideali. La musica emoziona veramente, unisce, aggrega, trascina un po’ tutti da Washington, a Los Angeles, dall’Italia fino all’Oceania. Lo show dura sei ore durante le quali si alternano sul palco ben 12 artisti tutti con un obiettivo ben preciso: sensibilizzare i cittadini americani riguardo l’importanza del voto ed, in particolare, sulla necessità di votare il candidato democratico John Kerry. L’obiettivo primario del ‘Vote for Change Tour’ e’ proprio quello di cercare di indirizzare quel 7% di popolazione ancora indeciso, nei 9 Stati in bilico, a dare il proprio prezioso voto per il Senatore Kerry. Il concerto di Washington è di quelli che abbattono tutti i confini, in cui si intrecciano sì personalità e stili musicali diversi, ma tutti al servizio di un unico grande ideale: la Democrazia e la libertà di esprimere i proprio principi.
La voglia di ribellarsi contro un Sistema che sembra fare acqua da tutte le parti. Alle 6.30 del pomeriggio, cominciano a salire sul palco, uno dopo l’altro Bonnie Raitt, John Mellencamp, Babyface, Jackson Browne che ha dato vita ad un set molto intimo tra il folk ed il Country, Keb Mo’e a seguire I Jurassic5. Alle 8.30 si comincia a fare sul serio e a surriscaldare l’atmosfera ci pensano i R.E.M. con una versione infuocata di ‘The One I Love’ seguita da una tesa e rockeggiante ‘Begin the Begin’ in compagnia di Eddie Vedder che regala una grandissima interpretazione. Poi il nuovo singolo ‘Leaving New York’ che dal vivo, con chitarra e batteria piu’ in primo piano, rende sicuramente piu’ che su disco, e per chiudere due classici come ‘Losing my Religion’ e ‘Man on the Moon’ impreziosita dai canti e dalla seconda chitarra di Bruce Springsteen. Finito il set Michael Stipe introduce sul palco proprio i Pearl Jam che, danno vita ad uno dei mini-concerti più belli di tutta la serata. La musica di Vedder & Co. è rock allo stato puro, genuino,di cui si sente sempre piu’ la mancanza al giorno d’oggi. Una dopo l’altra si snodano ‘Grievance’, ‘Save You’ (straordinaria) e ‘The New world’ in cui l’ospite d’eccezione e’ l’attore Tim Robbins che gia’ in passato aveva duettato con Vedder in questo pezzo e che e’ sempre in prima linea nelle ‘battaglie’ pro-democratiche. Per concludere due canzoni di forte protesta, ‘Bushleaguer’ e ‘Masters of War’ i cui testi non possono certo lasciare indifferenti, testi di forte accusa nei confronti di questo Presidente e di una Guerra ingiustificata. Divertente una dichiarazione di Vedder durante il concerto “Ognuno continua a dire che il 3 di Novembre finalmente cominceremo una nuova vita, ognuno dice che il 3 di Novembre un nuovo mondo ripartira’…ma per per favore oguno afferri due dita della propria mano per ricordarsi che la votazione e’ il 2 di novembre non il 3”. Dopo I PJ, James Taylor e quindi le Dixie Chicks il trio country più famoso d’America che l’anno scorso, a causa di alcune forti dichiarazioni contro Bush (“Ci vergognamo di venire dallo stesso Stato del presidente”) vennero bandite in diverse radio con la conseguenza di perdere una buona fetta di fans. La cantante principale, prima di cominciare il set dichiara 'Molte persone mi hanno chiesto se potessi tornare se ridirei quello che ho detto...and you know what, yes i would because i wouldn't like Bush to call me Flip floppy'. Questo perche’ nei due dibattiti presidenziali che si sono svolti fino ad ora Bush continua ad accusare Kerry di essere un flip floppy, ossia uno di quelli che cambia sempre idee e sponda a seconda dei suoi interessi. Molto dolce e gradevole il concerto delle tre texane. Quindi ha preso possesso del palco la Dave Matthews Band, che, come da tradizione, ha regalato un set estremamente suggestivo ed intenso. Molto belle in particolare ‘Don’t drink the water’, ‘So much to say’ e ‘Too Much’ suonata divinamente.
Poco dopo le 11, comincia l’ultimo segmento del concerto, il piu’ atteso dai circa 20.000 presenti: Bruce Springsteen accompagnato dalla E Street Band! Quando sale sul palco, si accende l’entusiasmo a ritmo di “Bruuuuce, Bruuuuce Bruuuuce”. Due inni come “Born in the U.S.A.” e “Badlands” fanno letteralmente esplodere l’Arena.
Il Rock ‘n’roll di Bruce è contagioso, e tutti partecipano cantando, urlando e saltando. A fare il resto ci pensa “Born to run” nella quale Springsteen è accompagnato da Mike Mills e Peter Buck dei R.E.M. “Raise your voice for change” (Alzate la voce per un cambiamento) ricorda al pubblico prima di lanciarsi in tre bei duetti: ’Fortunate Son’ con John Fogerty, ‘Because the night’ con Michael Stipe (uno degli highlight della serata) e “Are you ready” con le Dixie Chicks. Quindi prima del gran finale, Bruce si sposta su temi più seri ricordando a tutti coloro che seguono l’evento l’importanza di votare ‘bene’ durante le prossime elezioni del 2 Novembre. “Stasera siamo tutti qui per una missione comune; c’e’ del lavoro che ci aspetta fino al giorno dell’elezione, voglio dire agli elettori ancora indecisi: Cosa state aspettando a decidervi? Halliburton?” (la compagnia petrolifera il cui propiretario era/è il vicepresidente americano Cheney) E ancora (vestito con il suo marchio di fabbrica Jeans e maglietta nera) “L’America non è sempre giusta ma è sempre vera …I diritti civili, la protezione ambientale, molte persone costrette ad avere un doppio lavoro. Credo che il senatore Kerry e il senatore Edwards capiscano che questi sono tutte questioni fondamentali”. Terminato il suo discorso, è chiaro il perche’ del suo soprannome ‘Il Boss’. Il carisma e l’energia che riesce a trasmettere (non importa se durante una canzone o durante un’invettiva) è davvero unica. La serata si conclude con tutti gli artisti che hanno partecipato al concerto di nuovo sul palco per cantare insieme due classici come “(What's So Funny 'Bout) Peace, Love And Understanding” e “People Have the Power”. Il finale e’ emozionante con Stipe che salta come un grillo da una parte all’altra del palco per mostrare la sua maglietta con su scritto ‘Kerry’ ed e’ un piacere veder duettare Jackson Browne con Eddie Vedder, Dave Matthews con le Dixie Chicks, Springsteen con James Taylor. Alla fine del concerto i diversi artisti si abbracciano emozionati ed escono tra l’ovazione del pubblico. Si ha la sensazione di aver partecipato ad una serata speciale, diversa dalle altre, piena di significati, che vanno oltre la musica, oltre la politica, oltre il sociale. Una giornata votata ad un unico grande obiettivo: cambiare la guida degli Stati Uniti il prossimo 2 di Novembre e restituire agli U.S.A. quella Liberta’,quella Democrazia, quei diritti costituzionali che troppo spesso, negli ultimi quattro anni, sono stati violati se non addirittura soppressi in nome di interessi che con la Pace non hanno nulla da spartire. Fra tre settimane si capirà veramente se il ‘Vote for Change’ tour e questa serata in particolare saranno serviti a sensibilizzare quella parte di popolazione americana ancora indecisa. L’America democratica aspetta in trepida attesa.
Marco “Losang77” Portiglia
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